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venerdì 17 maggio 2019

ATTIVITA JANGHI NEL 2018



La missione di Janghi è di contribuire a dare a quei bambini che in Senegal per varie ragioni non ne hanno la possibilità, l’accesso all’istruzione scolastica. Ed è nella realizzazione di questo obiettivo che ci siamo resi conto che, attraverso la scuola, possiamo entrare nel mondo di questi bambini particolarmente vulnerabili, fra cui anche i talibé, ed affrontare la problematica degli altri diritti fondamentali del bambino che spesso sono loro negati.

Possiamo quindi dividere le attività svolte da Janghi in due grandi gruppi:
        I.            EDUCAZIONE
a.       Accesso all’istruzione
b.      Attività ludico-pedagogiche stimolanti la creatività e l’interesse per lo studio
      II.            MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA
a.       Accesso alla salute
b.      Alimentazione, abbigliamento e alloggio
c.       Contatti con la famiglia



I.                    EDUCAZIONE

a.      ACCESSO ALL’ISTRUZIONE

Spese :  9 748 314 Fr (14 861,16 E)
di cui 7.853.000 Fr (11 971,86 E) x Retta scolastica 2017-18 alla scuola di Enfance et Paix
               
Quest’anno abbiamo voluto affrontare non solo il problema dell’accesso alla scuola ma anche quello della qualità dell’insegnamento  e degli stimoli alla creatività e all’interesse per lo studio.



Anno scolastico 2017-18
119 bambini poveri e vulnerabili, fra cui 90 talibés, hanno potuto beneficiare di corsi scolastici. 105 (di cui 76 talibés) tramite l’iscrizione alla scuola della ONG Enfance et Paix.
Per i 14 talibés non ammessi alla scuola di Enfance et Paix dei corsi in loco al daara sono stati effettuati
Inizio anno scolastico 2018-19
Janghi ha potuto iscrivere all'inizio dell'anno scolastico 115 bambini alla scuola di Enfance et Paix.
Fra questi, 88 sono talibés : 73 nelle classi di transizione e 15 integrati nelle classi normali.
Per facilitare l’integrazione dei nuovi talibés nelle classi normali delle lezioni di rinforzo sono impartite loro.
Come per gli anni precedenti, per i talibés Janghi paga anche il materiale scolastico.
Merenda a scuola
I talibés nelle classi di transizione ricevono ogni giorno un bicchiere di latte e due volte a settimana, quando hanno più ore di lezione anche un frutto.


I talibés integrati nelle classi normali ricevono ogni giorno all’ora della ricreazione un buono per potersi comprare anche loro, come i loro compagni, una merenda con le donnine che le vendono difronte a scuola
Estratto di nascita
Siccome uno degli ostacoli all’accesso scolastico è l’assenza di documenti del bambino, in particolare dell’estratto di nascita, Janghi intende operare sempre di più nella sensibilizzazione dei genitori a procurarlo ed é disposta anche a dare un aiuto concreto nella realizzazione delle pratiche necessarie. Quest’anno Janghi ha aiutato all’ottenimento dell’estratto di nascita per 5 talibés iscritti a scuola

Misure per migliorare la qualità delll’insegnamento alla scuola di Enfance et Paix:

Risorse umane :
·        Integrazione di una volontaria Janghi, Lala junior, come insegnante delle classi di transizione, 
·         Intervento di un volontario Janghi, Sylvestre, nell’organizzazione delle lezioni delle classi di transizione dei bambini talibés con sostituzione degli insegnanti assenti o in ritardo
·         Lezioni di sostegno in matematica da parte di una professoressa Janghi, Codou, per gli alunni delle medie in difficoltà

Creazione di un programma pedagogico originale adatto ai talibés elaborato durante un lavoro di gruppo di 3 giorni, insieme gli insegnanti, organizzato e gestito dalla professoressa Codou, membro di Janghi ed esperta in sistemi educativi. 
Infatti questa è la prima esperienza in Sénégal, in cui viene dato accesso a scuola ai talibés in accordo con il responsabile del daara e tenendo conto dei loro impegni. Non esistendo programmi scolastici adatti a questa situazione li abbiamo creati noi costituendo di fatto un progetto pilota.  
Il concetto è di creare lezioni che stimolino l'interesse dei talibés, sfruttando al massimo le poche ore di scuola che sono concesse loro ma senza stancarli maggiormente dato che hanno gia un programma stracarico nel daara e pochissimo tempo per giocare.



Lezione su quando sospettare abuso e maltrattamento su minore. Questa lezione è stata fatta agli insegnanti delle classi di transizione dei talibés e ai responsabili della scuola, da un membro di Janghi laureata in learning disorder management and child psychology.

Supporti didattici e strumenti di lavoro messi a disposizione degli insegnanti:  
·         manuali didattici delle elementari del Ministero dell’Educazione Nazionale Senegalese,
·         un computer per gli insegnanti
·         materiale di cancelleria per creare supporti didattici per gli alunni


b.      ATTIVITA LUDICO-PEDAGOGICHE

Spese:   884.202 Fr (1347,98 E)
Partecipazione degli alunni alla Biennale di Dakar
Abbiamo portato 50 alunni (fra i quali 30 erano talibé) della scuola di Enfance et Paix a vedere l’esposizione di artisti alla biennale dell’arte e partecipare ad attività di stimolo alla creatività e all’immaginazione, organizzate appositamente per i più giovani


Conferenza a scuola sul pericolo della depigmentazione della pelle
La dottoressa dermatologa Mame Amy Ndir, membro di Janghi è venuta alla scuola della ONG Enfance et Paix per fare una conferenza / sensibilizzazione sul pericolo della depigmentazione della pelle, pratica molto in uso in Senegal fra le ragazze anche adolescenti

  
Giornata di creatività a Ker Imagination
Ker Imagination è uno spazio ludico e di stimolo alla creatività aperto ai bambini di Dakar a pagamento.
La responsabile ha accettato di metterlo a disposizione gratuitamente un giorno intero per i talibés di Janghi.  

44 talibés (fra quelli che vanno a scuola ma non erano stati alla Biennale) hanno potuto partecipare ai vari laboratori esistenti : falegnameria, ceramica, musica, giochi di gruppo e infine piscina 



Giornate Akawe
"AKAWE" è una parola rwandese (il paese di Sylvestre, uno dei volontari di Janghi) che significa « è per te » e in Rwanda chiamano cosi’ i lavori effettuati dalla comunità per migliorare l’ambiente. Nel nostro  caso si è trattato di mobilizzare gli alunni della scuola di Enfance et Paix e i talibés dei daara in cui interveniamo a sensibilizzare e agire per pulire la spiaggia del quartiere liberandola da tutta l’immondezza e in particolare la plastica.
La prima giornata è stata in Ottobre con 63 nostri partecipanti e il ritiro di 746 Kg di immondizia e la seconda giornata in Novembre con più di 100 nostri partecipanti a cui si sono aggiunti spontaneamente abitanti e responsabili del quartiere e alcuni membri di un associazione di salvaguardia dell’ambiente. 1700 Kg di immondizia è stata raccolta.






Corso d’Informatica e Internet
23 talibé divisi in 3 gruppi sucessivi hanno potuto beneficiare di un corso d’iniziazione all’utilizzo dell’informatica per navigare su internet o comunicare nei social network.
Con questo speriamo inoltre di mostrare loro l’interesse immediato di saper leggere e scrivere in francese. Il corso comprendeva anche l’informazione sui pericoli di questo tipo di comunicazione e come evitarli.







Organizzazione della Giornata del Talibé
Il 20 aprile si commemora la Giornata Nazionale del Talibé in Senegal.
A l’occasione di questo evento Janghi ha organizzato insieme alla ONG Enfance et Paix delle attività in favore dei talibés con la partecipazione anche degli altri alunni della scuola e della  comunità del quartiere.
·         Laboratorio di arte visiva ed esposizione delle loro realizzazioni
·         Pranzo insieme per tutti i talibés e gli invitati, preparato dalle donne del quartiere a cui abbiamo pagato il costo della spesa
·         Pulizia generale del daara e dintorni
·         Organizzazione di due tornei di calcio per i talibés di 4 daara e altri alunni della scuola (uno per i più piccoli l’altro per i più grandi)
·         Animazione con tam tam suonati da un grande e famoso artista amico di uno dei membri di Janghi









II.                  MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA

Questa seconda parte riguarda essenzialmente i talibés.

a.      ACCESSO ALLA SALUTE

Spese    474.968 Fr (724,10 E)
Abbiamo dato un seguito alle attività appena terminate alla fine dell’anno precedente per creare le condizioni di accesso alla salute per i talibés: formazione di 36 talibés in “Volontari per la Salute al Daara”, visite mediche dei talibés
·         Riunione d’informazione, scambio e concertazione con i 18 responsabili dei Daara in cui avevamo realizzatio le attività. Erano presenti anche i 36 talibés formati. La riunione era presieduta dal Medico Capo del Distretto di Guedjawaye con la presenza del Professore universitario di Pediatria che aveva contribuito alla formazione.
Oltre ad Informare i responsabili dei Daara sulle attività realizzate e i risultati ottenuti, la riunione è servita anche a fare la consegna ufficiale degli armadietti di pronto soccorso e dare il Certificato di “Volontario per la Salute al Daara” firmato dal medico capo del distretto ad ognuno dei talibés formati
·         Supervisione delle attività dei “Volontari per la Salute al Daara” dei 15 Daara  della ONG internazionale Secours Islamique France e dei 3 Daara in cui interveniamo. La supervisione portava sulle modalità di medicazione delle ferite, di amministrazione dei farmaci, della conservazione dei farmaci e prodotti di medicazione, delle misure preventive d’igiene personale (in particolare dei denti), dei locali, dei vestiti e del giaciglio dove dormono. Delle misure sono state prese per migliorare la pratica dei volontari e il kit d’igiene (materiale per pulizia dei locali) è stato rinnovato

Visita medica e nutrizionale annuale dei talibés dei 3 Daara e presa in carico delle terapie necessarie
Visite et cura nel daara in caso di talibés malati
Al difuori delle visite annuali, la pediatra membro di Janghi è stata sollecitata più volte dai Volontari per la Salute al Daara per visitare e curare talibés malati



b.      ALIMENTAZIONE, ABBIGLIAMENTO E ALLOGGIO

Spese     1 197 498 Fr (1825,60)   
                di cui 992 998 Fr (1513,84 E) per il sostegno mensile in alimenti

Sostegno alimentare mensile al Daara                                               
Per ridurre la mendicità dei talibés, Janghi consegna ogni mese uno stock di prodotti alimentari e di igiene calcolato sul numero di presenze effettive di talibés a scuola

Dono di vestiti ai talibés per la festa della Korité .
I talibés sono sempre vestiti con roba strausata che si procurano con i soldi dell’elemosina risparmiati pian piano. Spesso hanno un solo capo e quindi non riescono a lavarlo.
E’ tradizione in Senegal portare un vestito nuovo tradizionale (boubou) alle feste religiose importanti: Tabaski e Korité. Per la Korité abbiamo voluto permettere anche a loro di averne uno quest’anno e un sarto è andato nei daara a prendere le misure di ciascuno di loro. Il tessuto è stato offerto da due membri di Janghi Dakar quindi solo il costo della confezione del sarto risulta nella contabilità.     Alla Korité i talibés sono usciti tutto il giorno prima alla preghiera alla moschea poi per le strade del quartiere tutti fieri col loro boubou bianco 
  


All'inizio del nuovo anno scolastico in ottobre, i talibés integrati nelle classi normali hanno ricevuto scarpe e vestiti per sentirsi uguali ai loro compagni di classe.

Dono di una cisterna per conservare l’acqua al daara più grande.
Perchè nel quartierte manca sempre l’acqua.


c.       CONTATTI CON LA FAMIGLIA

Spese     105 000 Fr (160,07)   

All’occasione della festa religiosa “Gamou” nel villaggio di origine del responsabile del Daara Mame Khalifa Niass (che ha il maggior numlero di talibés iscritti alla scuola di Enfance et Paix) Janghi ha dato un contributo ecoomico per pagare il trasporto dei talibés originari dei villaggi della zona che non vedevano i loro genitori da più di un anno
Anche noi siamo stati invitati alla festa religiosa e ne abbiamo approfittato per andare a trovare le famiglie di molti dei talibés e visitato i loro villaggi contribuendo in questo modo a rinforzare la fiducia reciproca e fare accettare piu facilmente alle famiglie la scolarizzazione dei loro figli.


L’incontro con i genitori ci ha permesso di sensibilizzare le famiglie a procurare un estratto di nascita ai loro figli e di dare la nostra disponibilità ad aiutarli in questo.


ALTRE SPESE
Spese di funzionamento e raccolta dati : 303.550 Fr (462,77)
Si tratta essenzialmente di spese di spostamento sostenute dai nostri volontari sul terreno e un piccolo sussidio per il tempo utilizzato da loro per la raccolta dati e per la gestione contabile delle fatture. Questi sussidi sono dati solo ai volontari che non hanno un lavoro e per questo sono più disponibili ma non hanno entrate che permettano loro di autofinanziarsi


VITA DELL’ASSOCIAZIONE
Creazione della ONG Janghi Sénégal
A Dakar è stata creata l’ONG Janghi riconosciuta legalmente dal Ministero degli Interni. I suoi membri sono un gruppo di giovani senegalesi e italiani stabiliti in Senegal. 


L’ONG ha realizzato la prima grande operazione di fundraising organizzando una fiera (Kermesse) per i bambini di Dakaril 2 Dicembra nell’importante Place du Souvenir. I talibés sono stati invitati e hanno partecipato ai giochi della kermesse.

Visita di Janghi Italia ai progetti in Senegal:

Nella prima quindicina di marzo c’è stata la visita di Déguène e Aldo (Presidente e  Tesoriere di Janghi) accompagnati da due altri sostenitori genovesi di Janghi, Luca e Alessio.


Hanno assistito ad alcune attività, visitato la scuola e incontrato gli alunni di tutte le classi partecipando ad una lezione nella classe di transizione CT2 dei talibés.
E’ stata organizzata una riunione con i volontari di Janghi Senegal e i responsabili della ONG Enfance et Paix e un bilancio del progetto con i problemi e i risultati è stato analizzato e discusso con proposte e raccomandazioni molto utili.
C’è stato anche un incontro con Enrica Bianco che ha proposto la sua collaborazione per fare conoscere il progetto e impegnarsi nella raccolta fondi.
Questa visita che ha permesso ai nostri sostenitori di vedere la realtà dei progetti nel loro contesto locale è stata molto utile a chi opera sul campo in termini di input legati allo sguardo esterno e in termini di incoraggiamento.
Anche un membro di Janghi che vive in Francia, Nadia, è venuta in aprile a vedere i progetti e ha partecipato all'attività della giornata nazionale del talibé.
Come sempre tutte le spese del viaggio (biglietto, soggiorno ecc.) sono state sostenute interamente dai volontari in visita che inoltre hanno portato anche del materiale per i progetti fra cui un computer.

Volontari di passaggio :
All’inizio dell’anno abbiamo avuto la visita e il contributo pratico di una volontaria italiana, Chiara Franchi. La sua presenza, le sue osservazioni e consigli sono stati molto utili per migliorare l’organizzazione dell’insegnamento nelle classi di transizione dei talibés

In febbraio anche un gruppo di 4 infermiere italiane (di cui una, Waly,  di origini senegalesi) sono venute ad aiutarci nelle visite mediche e ci hanno portato due valigie piene di materiale sanitario e spazzolini da denti per i bambini

A fine giugno per una decina di giorni abbiamo avuto anche due infermieri italiani, Paolo e Elena, che ci hanno dato una mano nelle medicazioni dei talibés feiti o con problemi dermatologici


Infine ci sono stati due volontari canadesi, l’infermiera Dominique e l’assistente sociale Hugo,  venuti con un organizzazione che li ha piazzati per 6 mesi nella ONG Enfance et Paix, che hanno partecipato attivamente a tutte le attività di Janghi dando un grande contributo soprattutto alle attività di sanità e quelle parascolastiche.

CONCLUSIONE, RACCOMANDAZIONI E PERSPETTIVE

Con il nostro viaggio nei villaggi dei talibés e l'incontro con le famiglie abbiamo acquistato la fiducia anche del responsabile del daara che ha dato autorizzazione a tutti i suoi talibé che lo desideravano di venire a scuola. Questo ha creato improvvisamente un forte incremento degli alunni talibés euna maggior implicazione del responsabile che viene addirittura ogni tanto a visitarli a scuola per incoraggiarli.


La difficoltà maggiore sta ora nell’organizzazione scolastica, sopratutto dopo l'aumento rapido del numero degli alunni talibés. Infatti l’ONG Enfance et Paix che li accoglie nella sua scuola, non ha un locale proprio e le aule sono distribuite in due edifici presi in affitto presso privati. Essendo i mezzi della ONG limitati, gli edifici sono precari e uno dei due in pessimo stato. Il proprietario inoltre ha ricuperato l'anno scorso una parte dei locali, del cortile e l’unico bagno per metterci dei membri della sua famiglia obbligando la scuola a stringersi e convivere con la vita familiare dei nuovi abitanti.
I mezzi della ONG Enfance et Paix sono limitati per cui gli insegnanti vengono pagati come stagisti e questo li porta a cercare di cumulare le ore di insegnamento con altre scuole  per cui sono spesso in ritardo alla lezione e a volte si assentano senza preavviso. La scuola non rinnova l'incarico l'anno sucessivo probabilmente per non dover aumentare lo stipendio.
Tutto cio rende difficile l'organizzazione e la disciplina del personale e non facilita l'impegno a migliorare la qualità dell'insegnamento.
Per queste ragioni Janghi sta cercando un finanziamento per creare una scuola pilota modello in cui, non dovendo più pagare l'affitto sarà possibile investire sul personale, migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti e di studio degli alunni, esigere responsabilità e disciplina da tutti, assicurare per i talibés delle classi di transizione un insegnamento adatto alle loro esigenze, essere aperta alla comunità e offrire servizi educativi extra non solo agli alunni iscritti ma anche agli altri bambini poveri del quartiere. Un progetto per questo é stato scritto ed è pronto per finanziatori eventuali.

sabato 14 luglio 2018

CHIACCHIERATA IN TAXI

Fa caldo, c'è traffico, ho fretta.

Dopo aver ben negoziato il prezzo della corsa per andare a casa salgo sul taxi e dico buongiorno al tassista come si fa qui, chiedendo se tutto va bene....salute, lavoro, famiglia.
- si sto bene, ho la pace, la famiglia sta bene, sta al villaggio.
- ah, al villaggio? di dove sei?
- del Saloum.

Da brava Janghiana chiedo se i suoi figli vanno a scuola.
- ne ho uno che dovrebbe cominciare la scuola ma non posso, non ho i soldi.
- come? - faccio io - scusa nel villaggio la scuola non è gratis?
(nei villaggi, la scuola, quando c'è, è pubblica)
- no, senza soldi non lo prendono, ci vogliono sempre dei soldi per una cosa o per l'altra, e allora rimane a casa.
Non capivo, ma poi ho pensato che forse si trattava del contributo che a volte le scuole chiedono per fare delle riparazioni o fabbricare nuovi banchi oppure si trattava del costo del materiale scolastico che il bambino deve comprare. Ma normalmente sono sempre piccole cifre.
- Ma scusa, dico io, la scuola è importante e per ora hai solo un figlio che deve cominciare, possibile che non riesci a trovare quel minimo che serve?
- Maman, tu non capisci. La mia famiglia vive nella "concession familiale" insieme a tanti altri membri della mia famiglia

e i bambini che dovrebbero andare a scuola sono tanti e non posso pagare per mio figlio e lasciare gli altri a casa...

E poi, maman, i pochi soldi che riesco a guadagnare servono per altro.
Sono a Dakar da 2 anni. La famiglia ha scelto me per mandare a lavorare in città. Perchè siamo contadini e serve qualcuno che assicuri i soldi tutto l'anno, anche nel periodo di "soudure" quando il raccolto dell'anno precedente è finito e mancano ancora dei mesi prima della stagione delle piogge e del nuovo raccolto. Poi ci sono le annate che vanno male, con poca pioggia.
Quindi, mentre i miei fratelli e cugini con le loro mogli e figli lavorano i campi io sono qui a Dakar per tutti loro. E cio' che guadagno è ancora molto poco. Non ho trovato un lavoro mio ed è grazie ad un amico tassista che lavoro nelle ore in cui lui si riposa. Ma la macchina non è sua e deve dare una cifra giornaliera al proprietario. Io do a lui la mia parte e cio che resta a me è molto poco, 1000, 1500 al giorno che tengo il più possibile per il villaggio.
- 1500 al giorno? e come fai a vivere se la più piccola delle stanze nei quartieri più popolari costa minimo 30000 al mese?

- Divido appunto quella stanza con 3 altri giovani come me e cercando di spendere il meno possibile riesco ad andare al villaggio quasi ogni mese e portare qualcosa.
Sai mia moglie ha appena avuto dei gemmelli!
aggiunge mentre il suo viso che prima era cupo si illumina.... e mentre guida tira fuori sorridendo il cellulare e mi fa vedere soddisfatto sua moglie con i due gemmellini appena nati. Poi mi fa vedere il figlio maggiore che dovrebbe andare a scuola... un ragazzino dallo sguardo sveglio e sorridente di circa 7-8 anni...
Poi mi dice; - "maman" se tu potessi aiutarmi a trovare un lavoro....
- Sei stato a scuola? Sai leggere e scrivere?
- No.... ma sono stato talibé 8 anni al Daara  di.... è un grande Daara dove si impara bene.... ed era durissimo ... ci sono arrivato quando ero molto piccolo quando non sapevo neppure riconoscere le strade e le località..... Ci sono rimasto 8 anni senza mai tornare al villaggio per vedere la mia famiglia. Poi sono tornato a casa e ho fatto il contadino. E ora sono qui. Pensi che potrai aiutarmi a trovare un lavoro?

Nel frattempo eravamo arrivati a casa.
Nella bella zona delle Almadies, al cancello di un grande verde giardino e una grande casa in fondo..... mi sono sentita malissimo .... e avevo pure discusso per abassare il prezzo della corsa!!!!
Lo ringrazio e gli do un po di più dicendo che è un regalino per sua moglie
- Non so se riusciro' a trovarti un lavoro ma prima che ricominci la scuola fammi sapere cosa chiedono esattamente per poter iscrivere tuo figlio e tutti i bambini della concessione familiare. C'è un Associazione che si chiama Janghi che cerca di creare le condizioni perché i bambini che non ne hanno la possibilità vadano a scuola. Janghi vuole dare loro una "autre chance" e attraverso lo studio dare loro  più scelta e più speranza per il futuro. Ne parlero' con loro e anche se normalmente interveniamo alle Parcelles Assainies forse qualcosa potremo fare. Questo è il mio numero di telefono e di whatsapp. Mandami pure un messaggio orale ti rispondero'.
La sera ho avuto il messaggio orale in cui mi diceva com'era contento di tutto cio che gli avevo detto e mi allega questo video di una bellissima canzone di Youssou Ndour dicendomi che canta la vita del suo villaggio nel Saloum.

https://www.facebook.com/lalambow/videos/10216970942053529/








martedì 27 febbraio 2018

NEI VILLAGGI DEL SENEGAL I MIRACOLI ESISTONO ANCORA

Il sole nel villaggio di B., sperduto nella savana infinita del Saloum, cominciava a calare, le ombre ad allungarsi e non avevamo più tanto tempo.
"Diamo presto un saluto anche alle famiglie dei due talibés che sono rimasti a Dakar - mi dice Sylvestre, volontario di Janghi - sicuramente farà loro piacere".

Era tutto il giorno che ci spostavamo, lui, Lala (un altra volontaria Janghi) ed io sulle piste sabbiose, da un villaggio all'altro,

per incontrare le famiglie dei bambini talibés che a Dakar, grazie a Janghi, eravamo riusciti ad iscrivere a scuola cercando di dare loro una maggiore opportunità che quella offerta dal solo Daara, scuola coranica, alla quale i genitori li avevano destinati.

Sempre grazie a Janghi abbiamo anche cercato di migliorare le loro condizioni di vita estremamente difficili dipendenti totalmente da quanto riuscivano a raccogliere mendicando per le strade di Dakar. Il pagare loro il posto sul pullman per potere andare a casa con il responsabile del Daara all'occasione della festa religiosa annuale, il Gamou e rivedere dopo anni di lontananza i loro genitori fa parte dele azioni di Janghi per sostenere i diritti elementari di questi bambini. E quest'anno anche noi di Janghi abbiamo voluto seguirli.
Ed eccoci dalla mamma di Mandao Ndao. Il suo bambino non era venuto quest'anno perchè il pullman era pieno e lui era venuto l'anno precedente.


Sua mamma ci accoglie con gioia e dopo aver chiacchierato un po ci accompagna a visitare il villaggio.
Ad un certo punto vedo per terra, ai bordi del sentiero sabbioso, un bambinetto di nemmeno due anni che giocava mezzo nudo da solo. Lo guardo e riconosco gli occhi e il sorriso di Yeli, un piccolo talibé, anche lui rimasto a Dakar. "Dev'essere il fratellino di Yeli, chiedo alla nostra accompagnatrice. "Si - mi risponde lei- sua mamma pero non c'è, è partita da stamattina, ma possiamo andare a salutare la nonna.

La nonna ci accoglie con un bel sorriso ma rapidamente comincia a dirci tutta la sua rabbia per l'assenza della mamma di Yeli, moglie di suo figlio. Allora la nostra accompagnatrice le dice che ci porta a salutare il papà di Yeli.
Lo troviamo solo, chiuso nella sua capanna, in fondo al villaggio. La nostra accompagnatrice riesce, non senza difficioltà  ad aprire la porta di lamiera.
Era accasciato su di una sedia, con l'aria sofferente, una gamba gonfia e sollevata a cavallo  del manico della sedia. Si scusa che non puo alzarsi a salutarci.
Gli chiedo cos'ha, e mentre lui mi spiega che da 4 giorni non riesce a nè a muoversi nè a dormire dal dolore, gli tocco il piede gonfissimo e caldo. Ha la febbre alta. Capisco che ha una grave infezione nata da una piccola ferita non curata. Gli chiedo perchè non è andato nella struttura sanitaria più vicina.
"Aspetto che mi passi - mi dice - la struttura sanitaria è lontana dal villaggio e non ho più niente per poter pagare trasporto e cure e anche se avessi qualcosa lo utilizzerei per dare da mangiare alla famiglia". Poi mette la testa fra le mani per nascondere il viso e guarda in basso: " ci voleva anche questa malattia.... non so più che fare, non riescio neppure a dare il minimo ai miei figli, anche l'ultimo so che non avro' neppure i mezzi per fargli la circoncisione... finirà anche lui al Daara a Dakar..."
Con Lala e Sylvestre decidiamo di dargli i soldi per il trasporto a Kaffrine, la cittadina più vicina, dove c'è un ospedale e per pagare medicazioni e antibiotici. Gli spiego che la sua malattia è grave e deve assolutamente andare l'indomani mattina e tenere i soldi per curarsi.
Lo salutiamo e ci dirigiamo in silenzio verso la macchina.
Non eravamo affatto sereni. Sapevo benissimo che non era cosi' che avremo risolto il problema. Passare ancora una notte con quel febbrone e quel dolore era duro e rischioso. Il trasporto era un altro grosso problema. Era un villaggio sperduto, lontano da qualsiasi altro centro abitato e non passavano mai automobili perchè la strada sabbiosa era difficilmente praticabile. L'unico mezzo sarebbe stato un carretto di legno instabile e scomodissimo, tirato dal cavallo o più probabilmente da un asino che ci avrebbe messo un eternità ad arrivare in città.

Sapevo che l'unica cosa da fare era portarlo noi con la nostra macchina. Ma era tardi, il sole era calato e prima di arrivare a Kaffrine sarebbe stato buio e ho difficoltà a guidare al buio. Inoltre dopo non sarei riuscita a ritrovare il villaggio dove alloggiavamo perchè era molto lontano da Kaffrine, sempre su piste di sabbia.
Non sapevo che fare e mi sentivo sempre peggio.
Apro le portiere della macchina per fare entrare Lala e Sylvestre ma rimango li in piedi a guardare verso la capanna del papà di Yeli pochi metri più indietro, alla fine del villaggio dove comincia la savana con i grandi baobab.
La coscienza non mi lasciava in pace e continuavo a chiedermi cosa fare.


Ed ecco che improvvisamente ho una visione...... a sinistra dopo quell'ultima povera capanna, da dietro il grande baobab dove non si vede neppure la traccia di un sentiero di sabbia, uscita dal nulla cosa vedo?
Un ambulanza tutta bianca con su scritto Distretto Sanitario di Kaffrine che avanza lentamente verso di noi. Mi stropiccio gli occhi. Il sole e i rimorsi devono avermi fatto uno brutto scherzo perchè ora ho le visioni....
Ma visioni o no mi piazzo davanti per fermarla.
Si è fermata e un signore scende. Non è una visione. E' vera.
Tiro fuori la mia carta di medico, gliela mostro e dico che c'è un malato grave che ha bisogno di essere portato in ospedale.
Il signore dell'ambulanza mi dice di chiamarlo e di fare presto perché stanno portando un altro malato grave all'ospedale di Kaffrine..
La nostra accompagnatrice è corsa a prendere il papà di Yeri. Lo sorregge anche la nonna, sua madre che partirà con lui.

Tutto il villaggio accorre. Non avevano mai visto un ambulanza passare di li.

Lo sdraiano sul lettino. Chiudono le porte e l'ambulanza attraversa il villaggio per sparire dall'altra parte.
Io rimango a bocca aperta a quardare la visione che si allontana.....
E' la prima volta che un ambulanza passa da quel villaggio ed è passata proprio quel giorno, quel preciso momento, in quel preciso luogo, accanto alla capanna del padre di Yeri e accanto alla macchina dove ero in piedi a cercare di gestire la mia coscienza.

Ho capito che è un miracolo. Un miracolo legato all'energia meravigliosa che c'è ancora in certi villaggi sperduti della savana africana, dove la gente vive con la natura e la spiritualità.
Avevo passato tutta la notte prima alla cerimonia religiosa del Gamou, in mezzo a canti religiosi, preghiere, benedizioni e persone in transe C'ero andata per fare piacere e rispondere all'invito del responsabile del Daara perchè ha dimostrato una grande fiducia nei nostri progetti mandando tutti i talibé che lo desiderano alla Scuola di Enfance et Paix.
Avevo passato tutta la giornata fra baobab, capanne e gente che malgrado le difficoltà sapeva mantenere la dignità e la speranza.
Non sono religiosa ma l'energia che si sente in questi posti ti fa capire perchè qui i miracoli sono ancora possibili.






martedì 20 febbraio 2018

RAPPORT DES VOLONTAIRES SYLVESTRE ET LALA SUR LE VOYAGE A NIAHENE



Niahène est le village d’origine de l’imam Niah, le responsable du Daara de Mame Khalifa Niass aux Parcelles Assainies. Parmi les 3 Daaras qui collaborent avec le projet de Janghi en permettant à leurs talibés de venir fréquenter l’Ecole de Enfance et Paix, celui de Mame Khalifa Niass est le plus engagé, avec le plus grand nombre de talibés présents à l’école.
Chaque année l’Imam Niah organise le Gamou dans son village et à cette occasion il amène avec lui quelques talibés qui peuvent ainsi revoir leurs parents car ils sont presque tous originaires de Niahene ou des villages environnants.
Depuis l’année dernière Janghi donne un appui pour le transport permettant ainsi à un nombre beaucoup plus élevé de talibés de retourner chez eux.
Cette année nous avons répondu tous les trois, Lala, Sylvestre et Mme Mbow, à l’invitation de l’imam de nous rendre a Niahène pour participer au Gamou.
C’était une occasion pour connaitre de plus près les familles et milieux d’origine des talibés que nous soutenons.




COMPTE RENDU DE LALA ET SYLVESTRE


02/02/18
Départ sur Dakar a 11h. Après 280km vers le sud est nous sommes arrivés à Niahène à17h.
Un accueil chaleureux des talibés et de l’Imam, suivi d’une présentation des invites au Gamou qui venaient le saluer dans sa case.
Entre temps les talibés nous ont amené nos bagages dans la case qui nous avait été réservé pour l’occasion.



L’imam nous a expliqué le programme de la soirée avec le début de la cérémonie du Gamou prevue à 23h ce qui nous a permis d’aller découvrir le village et ses habitants.






A 23h nous nous sommes rendu au   du gamou ou les gens du village de l’imam et ses invites dont le khalife de Leona niassene CHEIKH TIDIANE NIASS était présent.

Le début du gamou était marque par des chants religieux et des louanges du prophète Mouhamed (psl) de temps en temps des discours et présentation des invites. L’imam a souligné l’enseignement de Baye Niass et surtout homogénéité et l’universalité de lislam.
Nous sommes rest2s sur les lieux jusqu’à la fin de la cérémonie à 6h du matin. 

03/02/18
Juste apres la cérémonie, pendant que nous essayons de dormir un peu, les enfants talibés venus quelques jours auparavant de Dakar, partaient pour leurs villages respectifs pour saluer les parents car leur retour au Daara était prévu déjà le lendemain avec le bus qui les attendait à Niahène.

Trois talibés: Abdou Ndiaye, son frère Aliou et El hadj Sy nous attendaient pour nous guider jusqu'à chez eux et profiter du passage. Nous sommes partis a 11h mais comme ils ne reconnaissaient plus bien le chemin vers leur village nous avons failli nous perdre.

Ils ont preferé donc qu'on passe dabord a Toune, chez l’oustaz Wilane, adjoint de l'Imam, qui leur apprend le Coran au Daara et qui nous aurait indiqué le chemin.

L’oustaz nous a accompagné a Kebe Thiéyène

voir les parents d’Abdou et Aliou

ainsi que ceux de El Hadji qui ne les voiait pas depuis 6 ans lorsqu’il était venu au Daara à Dakar en 2012 a l’age de 4 ans. Il fait connaissance abvec sont petit frère qu'il n'avait jamais vu.


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et nous parlons aussi avec sa grand mère qui est heureuse d'avoir revu sont petit fils.

Les parents de Abdou et Aliou ont voulu qu’on partage le repas chez eux mais la maman de El Hadji a voulu elle aussi nous amener son plat.

Nous avons parlé avec les parents des enfants sur l’importance des extraits de naissance et ils nous ont promis qu’ils feront le necessaire et les remettront à l’oustaz avant qu’il ne rentre à Dakar.


Nous sommes ensuite partis pour Bentenké chez Kabou



et chez Ousseynou


Ils nous avaient devancé depuis le matin très tot et nous attendaient avec leur familles qui montraient la joie de les avoir revus.   

Nous sommes allés voir aussi les familles des talibés du village qui n’ont pas pu faire le déplacement. C’est ainsi que nous avons rencontré la maman de Mandao Ndao qui nous a accompagné partout. (2943)

Elle nous a montré les enfants de l’école coranique du village qui étaient en train de prier.

Elle nous a expliqué que l'école coranique était beaucoup plus frequentée que l’école formellme publique, plus éloignée et avec seulement 2 classes ne permettant meme pas de terminer le cycle primaire. 

Elle nous a accompagné chez la grand-mère de Yeri (un autre talibé resté à Dakar)

qui se plaignait de l’absence de la mère de l’enfant et qui nous a dit d’aller voir le père qui était seul. On le retrouve enferme dans sa case avec une grosse infection du pied qui l’empêche de marcher depuis 4 jours.
Mme Mbow racontera elle-même ce qui s’est passé d’extraordinaire dans cette rencontre.

04/02/18
A notre dernier jour nous avons fait le tour du village de Niahène pour rencontrer les parents des enfants talibés originaires du village.

Nous nous sommes rendu chez les parents de Babacar et Sidi Lamine Niah ensuite chez Mansour Niah.



A chaque fois les parents nous accueillaient avec beaucoup de joie et avant notre depart ils cherchaient toujours un cadeau a nous donner que ca soit des arachides (gerte) du pain de singe (buye), ou des jujub (sidem). 
Et nous avons pu encore nous plonger au village et voir la vie des autres membres des familles des talibés. Nous avons découvert par exemple que beaucoup de talibés ont des soeurs qui vont à l'école et certaines meme au collège. 



Dans l'apres midi nous sommes allés a Diokoul village qui se trouve a 3 km de Niahene et nous avons rencontre les parents de Modou Ba et ceux de de Babacar Ba



Nous avons encore insisté pour que leurs enfants aient les extraits de naissance et avons promis de fornir de l'aide pour cela en cas de besoin.